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Breve storia del Corridoio Vasariano, dal 1565 al 2024

Il Corridoio Vasariano che attraversa il Ponte Vecchio
Giorgio Vasari costruì il corridoio nel 1565, in circa cinque mesi, per Cosimo I de’ Medici, in occasione del matrimonio del figlio di Cosimo, Francesco, con Giovanna d’Austria. Permetteva al duca di spostarsi dalla residenza di Palazzo Pitti alla sede del governo in Palazzo Vecchio senza passare per le strade. In seguito ospitò una collezione di autoritratti, subì danni durante la Seconda guerra mondiale, l’alluvione del 1966 e l’attentato di Via dei Georgofili del 1993, chiuse nel 2016 e riaprì, spoglio, il 21 dicembre 2024.
Costruito1565
ArchitettoGiorgio Vasari
PerCosimo I de’ Medici
Tempi di costruzioneCirca 5 mesi
Chiusura2016
Riapertura21 dicembre 2024

Prima il biglietto ufficialeUffizi più Corridoio Vasariano costa €47 sul sito ufficiale del museo. Le opzioni sotto vendono una guida per i dipinti o una fascia oraria quando quelle ufficiali sono esaurite.

Confronta tutte e sei

1565: un matrimonio e un duca prudente

Firenze era diventata un ducato ereditario dei Medici negli anni ’30 del 1500 e Cosimo I governava con prudenza. Quando suo figlio Francesco doveva sposare Giovanna d’Austria, Cosimo incaricò Giorgio Vasari di costruire un passaggio coperto dalla residenza di famiglia a Palazzo Pitti, oltre il fiume, fino a Palazzo Vecchio, dove aveva sede il governo. Fu realizzato in circa cinque mesi. Gli Uffizi indicano il 1565 come anno di costruzione; Wikipedia sostiene che il progetto fu commissionato nel 1564. C’era un precedente per un passaggio privato rialzato: il Passetto di Borgo a Roma.

Due vicini che non vollero spostarsi

Il percorso va da Palazzo Vecchio attraverso gli Uffizi, lungo l’Arno e sopra il Ponte Vecchio, al di sopra delle botteghe. Sulla sponda opposta incontra la Torre dei Mannelli. I Mannelli si rifiutarono di farla abbattere, così il corridoio la aggira con mensole in pietra, una devianza ducale ancora visibile. Poi passa sopra il portico di Santa Felicita, dove un balcone si affaccia sulla chiesa perché la famiglia ducale potesse assistere alla messa senza essere vista, e sopra le case dell’Oltrarno fino a Boboli e Pitti.

Macellai fuori, orafi dentro

Le botteghe sul Ponte Vecchio erano di macellai e il cattivo odore saliva. Furono spostate e sostituite dagli orafi, che secondo Wikipedia si insediarono entro il 1593 e ci sono ancora. Quando oggi cammini sul ponte, cammini sotto il motivo per cui esiste.

Una galleria di volti

A metà del Seicento il cardinale Leopoldo de’ Medici iniziò a collezionare autoritratti. La collezione fu esposta nel corridoio dagli anni ’70 fino al 2016 e il corridoio, secondo Wikipedia, aprì al pubblico nel 1974. Molti lo immaginano ancora così. Gli autoritratti non sono tornati e gli Uffizi lo confermano nella loro pagina sulla storia.

Le finestre sul ponte

Le ampie finestre panoramiche sopra il Ponte Vecchio sono ampiamente riportate come aperte in occasione della visita di Hitler a Firenze con Mussolini nel maggio 1938. Lo ripeto perché ogni guida in città lo racconta, ma lo considero una storia che si narra sulle finestre piuttosto che un fatto documentato.

Guerra, alluvione e una bomba

Il corridoio subì danni durante i bombardamenti su Firenze nella Seconda guerra mondiale (Wikipedia indica il 1943), e di nuovo con l’alluvione dell’Arno del 1966. Il 27 maggio 1993 una autobomba della mafia in Via dei Georgofili uccise cinque persone e danneggiò la parte del corridoio più vicina agli Uffizi. Quel tratto riaprì nel 1998. Più recentemente, nell’agosto 2023, sette pilastri furono imbrattati con graffiti.

Chiusura e riapertura del 2024

Il corridoio chiuse nel 2016 per adeguarlo agli standard di sicurezza. I lavori iniziarono nel 2022, costarono circa 10 milioni di euro e furono sostenuti da un milione di dollari donato nel 2023 dall’imprenditore statunitense Skip Avansino. Il corridoio riaprì il 21 dicembre 2024 con rampe, piattaforme e ascensori, illuminazione a LED, videosorveglianza, cinque nuove uscite di emergenza e aria condizionata, restaurato, come dice il museo, alla sua “nuda essenzialità” originale.

Da luglio 2025 più di cinquanta busti romani, in deposito dal 1993, allineano il tratto sopra il Ponte Vecchio. Come si presenta la passeggiata ora, tappa per tappa, è su cosa si vede, mentre se ne vale la spesa è su ne vale la pena.

Uffizi con guida, poi il corridoio: verifica le date
Quattro delle sei opzioni elencate qui hanno la cancellazione gratuita fino a 24 ore prima; l’opzione biglietto+app e il tour accompagnato sono non rimborsabili. Anche i biglietti ufficiali degli Uffizi sono nominativi e non rimborsabili.

Domande frequenti

Chi ha costruito il Corridoio Vasariano e perché?

Giorgio Vasari, nel 1565, per Cosimo I de’ Medici, in circa cinque mesi, in occasione del matrimonio del figlio di Cosimo, Francesco, con Giovanna d’Austria. Permetteva al duca di spostarsi tra Palazzo Pitti e Palazzo Vecchio senza passare per le strade.

Le grandi finestre sono state fatte per Hitler?

È questa la storia, e viene riportata ovunque: si dice che le finestre panoramiche sopra il Ponte Vecchio siano state aperte per la visita di Hitler con Mussolini nel maggio 1938. Considerala una storia piuttosto che un fatto accertato.

Gli autoritratti sono ancora nel Corridoio Vasariano?

No. C’erano dagli anni ’70 al 2016 e non sono tornati. Da luglio 2025, nel tratto sopra il ponte, ci sono busti romani al loro posto. Cosa c’è ora.

Quando ha riaperto il Corridoio Vasariano?

Il 21 dicembre 2024, dopo la chiusura del 2016 per i lavori di messa in sicurezza. Puoi prenotarlo sul sito ufficiale; ecco come.

Tour da €44biglietto ufficiale €47Vedi le opzioni